683 96. Recitava le ore canoniche con riverenza pari
alla devozione. E quantunque fosse malato d'occhi, di stomaco,
di milza e di fegato, non voleva appoggiarsi durante la salmeggiatura
a muro o parete, ma assolveva l'obbligo delle ore sempre in
piedi e senza cappuccio, senza guardare attorno e senza interruzioni.
Quando camminava a piedi, si fermava sempre per recitare le
ore; se era a cavallo, scendeva a terra.
Un giorno ritornava da Roma sotto una pioggia incessante:
discese dal cavallo per dire l'Ufficio e fermatosi ritto in
piedi per lungo tempo, si bagnò tutto.
Ripeteva: «Se il corpo mangia tranquillo il suo cibo,
destinato ad essere con lui pasto di vermi, con quanta pace
e tranquillità l'anima deve prendere il suo cibo, che
è il suo Dio!».